Iniziamo ad affrontare questo problema che a quanto pare divide da sempre una moltitudine di appassionati senza esser mai arrivati ad una risposta comprensibile o avere le le idee chiare in merito.

 

Consideriamo il seguente gioco, per brevità SIMPLE-3-6, nel quale vince il primo giocatore che ottiene una sequenza di 3 simboli adiacenti uguali. Tre X se si tratta del primo giocatore, tre O se si tratta del secondo.

I due giocatori muovono alternativamente.

 

All'inizio la tavola di gioco è vuota.

 

- - - - - -
1 2 3 4 5 6

 

Muove X: [2]

- x - - - -
1 2 3 4 5 6

 

Per brevità indico un'intera partita per mezzo di una sola riga con le caselle che sono via via riempite:

 

1° partita

-X---- , -XO--- , -XO-X- , -XOOX- , XXOOX- , XXOXXO patta

 

2° partita

--X--- , --XO-- , -XXO-- , -XXOO- , XXXOO- vince X

 

Il gioco è molto semplice ed è completamente calcolabile.

Esiste quindi un controllo completo della situazione dato proprio dalla sufficiente "piccolezza" o "semplicità" del gioco.

 

Cioè NON esiste FORTUNA in quanto i giocatori sono in grado di prevedere ogni posizione a partire da quella corrente.

 

In tale situazione NON esiste nessun livello di indeterminatezza, anche dal punto di vista delle regole del gioco.

Non ci sono dadi o carte, non vi è nulla di imprevedibile.

 

Facciamo ora un'ipotesi: le capacità di gioco attuali, umane o anche con uso del computer, non consentono di prevedere più di due mosse.

 

Cioè i due contendenti NON sono in grado di calcolare in modo completo tutto l'albero delle varianti come accade in giochi quali scacchi o go.

 

In questo caso ci si potrebbe imbattere all'improvviso, in una posizione tale da avere la vittoria certa.

 

Esempio:

X----- , X--O-- , X--O-X , ...

 

Si osserva che giunti alla posizione in rosso, il giocatore O potrebbe vincere matematicamente se mettesse la pedina alla sinistra del suo simbolo. Ma non sapendo calcolare la metterà in un punto NON necessariamente vincente.

Siamo in presenza quindi di un elemento aleatorio.

 

Cioè le conoscenze attuali NON consentono di calcolare tutto il gioco e quindi esiste NECESSARIAMENTE un elemento dii casualità sull'esito della partita.

 

Quindi la risposta alla domanda:

esiste la fortuna negli scacchi ?

La risposta è:

 

considerando lo stato attuale delle conoscenze umane o della tecnologia

 

Certamente Sì

 

non essendovi capacità COMPLETA DI CALCOLO

 

Quelli "bravi" battono "spesso" quelli meno bravi perché grazie alla loro conoscenza/capacità si trovano "spesso" in una posizione vinta che poi sanno gestire vincendo effettivamente.

E' solo un fatto probabilistico. Nulla di più.

 

Un'altro modo per dire che la fortuna è certamente presente è quello di notare che giocando a caso una partita si possono "azzeccare" mosse ottime contrariamente a quanto fatto dall'avversario. Questo ragionamento si applica non necessariamente dall'inizio della partita ma anche da un punto avanzato della stessa. Quindi è una situazione più che plausibile.

 

Analizzando il gioco SIMPLE-3-6 è evidente questa possibilità mostrando partite nelle quali O batte X giocando a caso mentre X gioca con previsione di due mosse.

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